In questa sezione è possibile inserire richieste di valutazione in merito a presunta responsabilità professionale in ogni ambito della medicina. Si precisa che non potranno essere forniti pareri o valutazioni medico-legali nei casi in cui sia chiamata a rispondere l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento.

Probabile bruciatura del nervo sciatico causata da asportazione di neo

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8 Anni 3 Mesi fa #1422 da Ernesto
Salve, mi chiamo Michele e sono qui a chiederle un suo parere legale circa un eventuale richiesta di risarcimento per presunta bruciatura di un nervo a causa di un'asportazione di un neo nel cavo popliteo della gamba sinistra. Le racconto la mia storia:
Il 29 Maggio 2016 mi operano contestualmente a Dx e Sx innestandomi protesi di anca per avanzata coxartrosi. Ho subito iniziato la fisioterapia che è andata bene fino al 15° giorno, in cui, evidenziato un nevo sospetto al cavo popliteo della gamba Sx, dietro parere del dermatologo si è resa necessaria la sua asportazione. Tale asportazione del neo, che poi è risultata essere una semplice formazione sebacea, è avvenuta con bisturi elettronico e in posizione prona sul lettino operatorio, con anestesia locale; mentre l'operazione procedeva ho sentito una forte bruciatura che dal cavo popliteo si estendeva e si ramificava a largo spettro fino al tendine di Achille, e con movimento riflesso del relativo ginocchio sx a voler raggiungere la posizione verticale (90° con il femore), il tutto per ben 2 volte, tant'è che il chirurgo dava disposizione ai suoi aiutanti di mantenermi ferma la gamba, e vedevo l’infermiera che era davanti a me che assumeva un’espressione del viso un po’ perplessa.
I giorni a seguire sono stati disastrosi per il recupero e la fisioterapia perchè dal cavo popliteo sx. fino al polpaccio e al tendine d'achille era tutto dolorante e perdurava la stessa sensazione subita durante l'operazione e cioè, una parestesia sintetizzabile come una serie di crampi e punzecchiamenti dolorosi che si ramificavano dal cavo popliteo fin sotto il piede sx. e, nei giorni successivi, con versamento di liquido dalla ferita per probabile infezione, rendendomi quasi impossibile la fisioterapia per il recupero delle anche e l'appoggio del peso corporeo sulla gamba sx. Tutto ciò è stato più o meno così fino alle mie dimissioni dal centro fisioterapico: prima dell'operazione al nevo avevo iniziato ad andare senza stampelle mentre, dall'operazione in poi sono andato con le stampelle perchè poggiare il peso sulla gamba sx era faticoso, per via di queste parestesie, oltre che per la paura di affaticare le anche, e a nulla sono valse le mie lamentele con il primario del reparto il quale cercava di coprire in tutte le maniere l'eventuale errore del collega che mi aveva operato. Inoltre, sul quaderno giornaliero infermieristico, è stato riportato chiaramente che dal post operatorio ho iniziato a deambulare nuovamente con le stampelle, fino alle mie dimissioni, 15 gg. dopo l'operazione. Queste parestesie del polpaccio sx. perdurano ancora oggi: se mi tocco in posizione supina, o mi faccio toccare nella zona del polpaccio sx., c’è una sensazione di durezza di tutta la zona interessata; inoltre, c'è una trasmissione di punzecchiamenti e indolenzimento generalizzato di tutta la parte che va dal cavo popliteo sx fino al tendine d'achille o, addirittura, fin sotto il piede. Tutto ciò mi crea un disagio causato da zoppie con crampi o paresi frequenti del nervo interessato il che mi ha indotto a fare accertamenti perchè volevo citare in giudizio il chirurgo che mi aveva asportato il nevo; perciò mi sono sottoposto a visite neurologiche, RM della colonna, elettromiografie, visita neurochirurgica. Ma, man mano la situazione si complicava:
> Le riporto qui di seguito l'esito R.M. integrale della mia colonna:

PARTE CERVICALE: regolare la morfologia dei singoli metameri, in quadro di inversione della fisiologica lordosi con fulcro anomalo in C5 e presenza di aspetti degenerativi cervicouncartrosici e localizzata osteocndrosi C7. Modificazione di segnale dei dischi intervertebrali, ridotti in altezza, con fenomeni di ipointensità di segnale nelle sequenze a TR lungo per condizione di discomalacia. Ernia laterale e in parte foraminale Destra C2 C3. Piccola protusione posteriore mediana del disco in C3 C4. Grossolana erniazione discale parasagittale laterale Sx. del disco in C4 C5 con contatto sul sacco durale a tale livello e conflitto discoradicolare omeolaterale. Ampia protusione discale con impegno foraminale bilaterale e componente ostefitosica contestuale del disco in C5-C6 C6-C7, prevalente estrinsecazione laterale foraminale sinistra, con contatto sul sacco durale e possibile compressione sul decorso radicolare a tale livello. Regolare morfologia e segnale del midollo spinale.
PARTE LOMBOSACRALE: Sospetta instabilità vertebrale di L4, necessita valutazione mirata mediante TC. Regolare la morfologia ed il trofismo dei singoli metameri ad eccezione di L4 L5 che mostrano modificazioni di tipo Modic di II° grado, in quadro di scoliosi sinistroconvessa e diffusi aspetti spondiloartrosici.
> Modificazione di segnale dei dischi intervertebrali, ridotti in altezza con fenomeni di ipointensità di segnale nelle sequenze a TR lungo per condizione di discomalacia.
Ernia laterale SX. D11 D12 e D12 L1 L1 L2. Ernia estrusa paramediana laterale destra L2 L3, contatto sul sacco durale.
Protusione discale a largo raggio con contestuale erniazione laterale foraminale destra di L3 L4, con fenomeni di contatto sul sacco durale a tale livello, e possibile contatto sul decorso radicolare.
Ernia discale estrusa paramediana laterale foraminale sinistra L4 L5, contatto su sacco durale e discoradicolare omolaterale.

Quest'esito di R.M. è stato poi letto dai neurologi che si sono susseguiti e che mi hanno prescritto elettromiografia ed elettroconducibilità dei nervi. A farla breve il risultato è stato di polineuropatia agli arti inferiori con reperti maggiori al lato dx. Ebbene, non ho digerito questa diagnosi anche perchè fino ad allora non avevo mai avuto problemi sulla gamba dx. ma solo a sx. tant'è che pensavo, come già detto, di citare in giudizio il chirurgo che mi aveva asportato il nevo. Ho assunto antiinfiammatori e anche il lYrica 75mg. oltre che iniezioni di vitamine del gruppo B, ma il problema persiste.
Abito in campagna e spesso vado per terreni accidentati e in forte pendenza: ebbene, se faccio qualche movimento improvviso, non preventivato, dovuto magari a delle pietroline che in discesa, inavvertitamente ti portano a perdere l'equilibrio, sono chiamato ad una reazione improvvisa per non cadere e, come conseguenza, con molta probabilità mi prendono crampi al polpaccio sx., o addirittura, momentanea paralisi di tutto l'arto sx, e ciò mi induce a zoppicare e fermarmi un attimo prima di poter riprendere.....Stessa cosa accade ad es. durante una camminata lenta laddove dovessi decidere di allungare il passo perché magari sono in ritardo….Insomma, in qualsiasi situazione in cui io richieda alle mie gambe una maggior azione, rischio un blocco momentaneo della gamba sx. La sensazione che ho è che il nervo che passa attraverso la gamba sx., responsabile dei vari movimenti, si sia accorciato e quindi, se lo sollecito in maniera minima non succede niente ma, se supero quella soglia, subito arriva un crampo al polpaccio e, a secondo dei casi, anche una paralisi momentanea dell’arto sx.
Ho parlato con alcuni terapisti di questa situazione e del risultato dell’elettromiografia e velocità di conduzione nervosa e loro sostengono che ci possono essere lesioni minime del nervo che non necessariamente si riescono ad evidenziare con questi esami ma, comunque ci sono e producono dei disagi.
Ora è pur vero che l’esito degli esami effettuati parla di polineuropatia agli arti inferiori, ma i reperti che si riscontrano sono maggiori per la gamba dx. e minori per la sx: Io però, ho solo fastidio a sx. e non a dx. il che dimostrerebbe che queste parestesie che accuso mi sono state procurate da una disattenzione del chirurgo che mi ha asportato il nevo.
Ora, secondo lei ci sarebbero le condizioni per poter richiedere un risarcimento del danno? Cosa si sente di consigliarmi?
In attesa di risposta, ringrazio e invio saluti.
Michele

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8 Anni 3 Mesi fa #1445 da Flavio Odorizzi
Caro paziente, si tratta di un caso delicato e ne deve parlare con il neurologo prima di decidere se procedere contro il chirurgo che ha trattato il neo al poplite.

Cari saluti

Flavio

Medico chirurgo, specialista in medicina legale e delle assicurazioni a Trento e Bolzano.

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8 Anni 3 Mesi fa #1463 da Ernesto
Salve Dott. Odorizi, come da lei consigliatomi, ho provveduto a sentire un neurologo ma, questi ha rimandato a un parere medico-legale. Forse perchè è della stessa ASL di cui fa parte il chirurgo che mi ha operato? E comunque, in passato ne ho interpellato un altro e anche quello mi disse di interpellare un medico legale....Cosa devo fare? Rimango in attesa di risposta, grazie
Michele

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8 Anni 3 Mesi fa #1482 da Flavio Odorizzi
La soluzione migliore sarebbe a questo punto di sentire un medico legale: Sarà lui a raccogliere un parere del neurologo in merito alla presunta responsabilità professionale.

Cari saluti

Flavio

Medico chirurgo, specialista in medicina legale e delle assicurazioni a Trento e Bolzano.

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